Le città campane Torella dei Lombardi e Torre Annunziata intrecciate con la vita del presidente del Napoli calcio Aurelio De Laurentiis nel libro «Pasta, amore e fantasia. Le origini della famiglia De Laurentiis», del professore Salvatore Cardone. L’opera, un racconto dell’albero genealogico, è stata presentata nella città oplontina nell’ambito del festival dei cortometraggi «Corto Dino», dedicato alla memoria di Dino De Laurentiis, dall’autore Cardone e dall’avvocato torrese Nicolas Balzano, cugino del patron del Napoli.

Il libro ripercorre due secoli di storia familiare della dinastia dei produttori cinematografici: dalla città natale Torella dei Lombardi, con gli avi Michelantonio, sindaco del paesino avellinese, e il sacerdote Raffaele che a metà dell’800 si sono distinti per il loro pensiero liberale e antimonarchico. Fino al centro storico di Torre Annunziata dove sono nati i De Laurentiis famosi in tutto il mondo: Luigi e Dino figli del brigadiere della real guardia di finanza, Rosario De Laurentiis, divenuto poi imprenditore della pasta.

La scelta del titolo, per Salvatore Cardone, «ricalca alcune delle caratteristiche di questa grande famiglia. Partiti con un pastificio a via Murat, caratterizzati dall’amore di oltre mezzo secolo tra Rosario e la moglie Giuseppina, divenuti famosi nel mondo per l’estro e la fantasia dei produttori cinematografici». Ha raccontato l’autore che per le sue ricerche ha attinto all’archivio storico di Torre, all’ufficio anagrafe di Torella dei Lombardi, all’archivio di stato di Avellino e all’archivio storico della guardia di finanza.

«Sono l’ultimo esponente della famiglia in questo territorio». Ha detto Nicolas Balzano, che non ha mancato di sottolineare il dispiacere per la poca memoria sui personaggi che hanno reso grande il nome di Torre Annunziata. «Questa è una città che non ha un presente ammirevole, forse non ha un futuro perché non ricorda il suo passato. Abbiamo ricostruito una storia di cui si dovrebbe essere orgogliosi, ma del resto quasi nessuno ricorda anche Maria Orsini Natale o Michele Prisco». Ha continuato l’avvocato che ai giovani ha detto: «Devono amare la terra dove si nasce. Loro, i ragazzi, hanno una ricchezza, la speranza – ha concluso Nicolas Balzano – Non devono illudersi affidandosi solo a quella ma non devono perderla».

 

Articolo pubblicato su Il Mattino il 20 novembre 2018

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