Uno strumento utile per arginare la piaga del lavoro nero sui cantieri edili, per migliorare la sicurezza delle maestranze e per incrementare l’occupazione territoriale. È con questi scopi che il comune di Torre Annunziata, i sindacati di categoria (Feneal-UIL Filca –CISL Fillea- CGIL di Napoli) e l’associazione imprenditoriale Acen stanno mettendo a punto un protocollo d’intesa dedicato esclusivamente ai cantieri delle opere pubbliche e private che apriranno sul territorio oplontino. Un documento di 4 pagine che ha alla base alcuni accordi siglati nell’ultimo decennio come il Protocollo operativo di intenti e proposte sugli appalti del 2008, il Protocollo di legalità firmato dalla Prefettura di Napoli e dall’ex provincia napoletana, il Protocollo su lavoro nero e la sicurezza sul lavoro sottoscritto dalla Città metropolitana di Napoli, le organizzazioni sindacali e le associazioni imprenditoriali.
Due sono i dati emersi durante le riunioni: il numero di disoccupati edili torresi che ha assunto proporzioni sempre più allarmanti e il numero di opere pubbliche cantierabili o in progetto sul territorio comunale. Per questo motivo le parti hanno ritenuto necessario che alla base di un nuovo accordo quadro ci fosse «la garanzia del pieno rispetto delle norme assicurative, previdenziali, anti infortunistiche, assistenziali e contrattuali che interessano i lavori occupati nella realizzazione di opere pubbliche».
Il nuovo protocollo è ancora in fase di studio e di modifica. Dopo la firma, che non ci sarà prima del nuovo anno, per renderlo attuativo il Comune ogni 4 mesi promuoverà la consultazione ed il confronto tra le parti sociali sulle opere pubbliche da realizzare e le concessioni affidate, con il dettaglio degli appalti tra cui il ribasso d’asta, i nomi dei responsabili del procedimento, gli eventuali subappalti e il numero di persone richieste per il lavoro.
Particolare risalto alla nomina del direttore dei lavori che nelle intenzioni degli estensori del documento dovrà porre particolare attenzione alla sorveglianza delle opere, al controllo dei piani per la sicurezza dei lavoratori, dovrà verificare che la manodopera impegnata rispetti le leggi del mercato del lavoro e siano state applicate le norme dei contratti collettivi nazionali. Un intero capitolo dedicato alla sicurezza degli operai, che passa anche attraverso impegni etici delle imprese come il rispetto dei diritti dei lavoratori e la tutela contro lo sfruttamento dei minori. Infine un accento particolare all’occupazione, specificando che «nel caso in cui l’impresa appaltante debba ricorrere a nuove assunzioni si applicherà la clausola di salvaguardia prevista dalla delibera comunale del maggio 2016», che prevede la precedenza di lavoratori torresi.
Su quest’ultimo punto il sindaco Vincenzo Ascione ha detto: «La bozza di accordo intende perseguire un modello virtuoso di realizzazione di opere nel pieno rispetto delle norme ed anche della clausola sociale». Secondo Matteo Vitagliano della Cisl: «Questo accordo serve a garantire maggiore sicurezza, controlli e trasparenza sugli appalti pubblici. Oggi alcune imprese usano espedienti come l’assunzione con il contratto da metalmeccanici per ridurre i costi, proporre ribassi eccessivi e fare quindi concorrenza sleale ad aziende che hanno tutti i lavoratori in regola». Per Nicola Borrelli di Feneal-Uil: «La finalità di questo strumento è l’occupazione locale che passa esclusivamente attraverso la trasparenza degli appalti e il contrasto al lavoro nero».
Articolo pubblicato su Il Mattino il 20 dicembre 2018