Mamme inferocite perché da oltre un anno stanno aspettando il rimborso dei buoni libro del 2017/2018 terminato a giugno. Dapprima la lentezza burocratica degli uffici comunali, quindi alcuni problemi organizzativi della Bnl cittadina, che dovrà materialmente pagare le cedole, hanno fatto accumulare l’enorme ritardo. Sta di fatto che i soldi, circa 156mila euro, sono ancora bloccati mentre i genitori minacciano uno sciopero al comune di via Schiti. Soldi che sarebbero dovuti servire come contributo totale o parziale per l’acquisto di libri e materiale scolastico per gli alunni, che però hanno dovuto anticipare proprio quelle famiglie che secondo gli indicatori economici hanno maggiori difficoltà.
L’IMPASSE
Come ogni anno, anche all’inizio della scuola a settembre 2017, i genitori degli allievi delle Medie e superiori, che avevano i requisiti, hanno presentato richiesta per poter usufruire del contributo di Comune e Regione per il «buono libri». Delle 1060 domande pervenute, solo una è stata scartata perché il reddito del richiedente superava i 10mila e 633 euro, limite massimo per poter accedere al contributo. Tutte le altre sono state inserite dall’ufficio delle Politiche sociali in un lungo elenco elaborato e approvato con determina dirigenziale il 14 settembre scorso. È stato necessario però, più di un mese per avere l’approvazione finale dal dipartimento di Pubblica istruzione che solo il 26 ottobre ha sbloccato i soldi e firmato l’atto che consente alla banca il paga-mento delle quote alle famiglie, in media meno di 150 euro a do-manda. Si tratta di 156mila euro, parte del fondo statale 2017 ripartito alle Regioni e da queste ai Comuni, più 11mila euro stanziati dall’assessorato di Pubblica istruzione del Comune.
I SOCIAL
Ma l’odissea dei genitori oplontini non è finita ad ottobre, perché alla lentezza burocratica dell’ente si sono aggiunti i problemi organizzativi della banca, la sede locale della Bnl, che da oltre 40 giorni non ha ancora predisposto il pagamento alla cassa. Una situazione paradossale che ha contribuito ad alimentare supposizioni e congetture tutte false, soprattutto sui social, spingendo qualcuno a pensare addirittura che l’istituto di credito stesse fallendo. Una fake news quest’ultima, ovviamente. Il rea-le motivo delle ulteriori lentezze, spiegato dal dirigente dell’ufficio di Piano e dell’Ambito 30, Nicola Anaclerio, che sta provando a sbloccare la vicenda. «Ai nostri ritardi si sono aggiunti quelli della banca purtroppo, che solo alcuni giorni fa ci ha contattato facendoci sapere che sarà difficile pagare alla cassa prima di Natale le cedole dei buoni libro, per problemi di personale». Ha raccontato Anaclerio, che sta mediando per trovare una soluzione che possa andare incontro alle giuste richieste delle famiglie e alle difficoltà organizzative dell’istituto creditizio. «Ho proposto un duplice pagamento: attraverso l’iban del conto corrente per coloro che ne dispongono e quello alla cassa per tutti gli altri – ha continuato il dirigente –Se la banca mi darà l’ok, ci occuperemo noi dell’ulteriore problema di raccogliere nel rispetto della legge e della privacy questo dato sensibile così da poter sbloccare la situazione prima delle feste».
Articolo pubblicato su Il Mattino il 9 dicembre 2018