Il lavoro e la riqualificazione di parte del territorio periferico della città sono stati i temi al centro dell’unico momento di discussione nel consiglio comunale di ieri mattina, quando i consiglieri hanno votato, tra l’altro, l’aggiornamento della convenzione tra il Comune e la società IrgenRe, titolare del progetto del nascente centro commerciale Maximall Pompei. Il nuovo accordo prevede una ridefinizione di alcuni spazi da cedere all’Ente e un adeguamento delle infrastrutture primarie. Il resto della riunione dell’assise si è esaurita in poco tempo, con un consenso unanime della maggioranza su tutti i 16 punti all’ordine del giorno, tra cui variazioni d’urgenza al bilancio e riconoscimento di debiti fuori bilancio.

Già approvato in giunta lo scorso 23 novembre, lo schema di intesa portata in consiglio per la costruzione del parco commerciale ha messo un nuovo ulteriore punto fermo ad una storia che va avanti da 20 anni, dalla metà degli anni 90, quando attraverso la Tess fu pensata la riconversione dell’ex fabbrica Tecnotubi-Vega, che produceva tubi di amianto. Doveva nascere un grande parco turistico multimediale con funzioni terziarie, ricettive, espositive, artigianali e per il tempo libero, che il governo nazionale dell’epoca finanziò in parte con 38 miliardi di lire. Il resto dei soldi e la progettazione l’avrebbe dovuta mettere il privato. Nulla di fatto, l’opera fu bloccata nelle maglie della burocrazia e di una visione politica non troppo lungimirante, tanto che parte dell’idea venne realizzata con il museo multimediale Mav di Ercolano.

Nel corso degli anni ancora altri tentativi di riconversione della zona di circa 200 mila metriquadri al confine con Pompei, fino al progetto chiamato proprio «Maximall Pompei»: un parco commerciale, un hotel, un multisala e un’ampia piazza al servizio della città. I dubbi, ieri, durante l’approvazione dell’atto, relativi a possibilità occupazionali per disoccupati torresi, a ricadute negative sui negozi e alla salubrità dell’intera area. Per il consigliere di Dema Pierpaolo Telese: «Il progetto così come approvato darà il colpo di grazia al commercio locale». Ha detto, aggiungendo: «Bisogna chiedere di applicare la clausola sociale che tutela i disoccupati anche in fase di costruzione, utilizzando maestranze locali».

A replicare è stato il sindaco Vincenzo Ascione: «La zona è stata completamente bonificata e le modifiche proposte renderanno interessante ed attraente il progetto. All’articolo 20 della convenzione è specificata la tutela del 70 per cento di disoccupati locali – ha concluso il primo cittadino – Sta a noi monitorare».

 

Articolo pubblicato su Il Mattino il 13 dicembre 2018

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