Una panchina rossa per ricordare e sensibilizzare la cittadinanza sul tema della violenza sulle donne. È il simbolo che verrà installato questa mattina a Villa Parnaso, a margine della manifestazione organizzata dall’Ambito Sociale 30 (che abbraccia i comuni di Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase), dal centro antiviolenza Eirene e dal consorzio onlus Proodos, in collaborazione con l’associazione Libera e l’Azione cattolica. Prima un corteo di cittadini e amministratori che sfilerà da via Gino Alfani lungo corso Umberto I. Quindi l’installazione della panchina rossa, dall’alto valore simbolico, in un luogo ristrutturato e dato a nuova vita come Villa Parnaso.

Storica dimora di epoca romana, distrutta dal Vesuvio nel 79 dopo Cristo e ricostruita, con affaccio sulla villa comunale, la Villa, che unisce l’arenile cittadino al centro storico attraverso la passeggiata interna, è stata recuperata dall’abbandono ed è diventata subito il simbolo della città. Sempre Villa Parnaso, infatti, è già stata scelta come testimonial nella giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo, quando l’intera facciata è stata illuminata di azzurro, per iniziative di rappresentanza o ancora in occasione di eventi come i concerti in città della fanfara dei carabinieri. Questa volta, invece, sarà un simbolo permanente, installato negli spazi esterni.

«L’amministrazione comunale intende testimoniare ancora una volta la propria solidarietà a tutte quelle donne che sono vittime di maltrattamenti». Ha detto l’assessore oplontino con delega alle politiche sociali Stefano Mariano, che ha aggiunto: «È fondamentale tenere costantemente la guardia alta dinanzi ai tanti episodi deplorevoli di cui si sente continuamente parlare dalle cronache quotidiane e che vedono tante donne vittime di violenza. Per queste ragioni invito i cittadini a partecipare al corteo, per dare – ha concluso Mariano – un segnale importante e testimoniare la vicinanza dell’intera comunità alle vittime della violenza di genere».

 

Articolo pubblicato su Il Mattino il 15 dicembre 2018

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